Chiusura dell’aeroporto Canova

Razzolini: “Dramma turistico ed economico. Si torni subito a volare”

“Riapriamo i cieli di Treviso, se non vogliamo veder chiudere decine di attività commerciali e dare un colpo pesantissimo al turismo”: Tommaso Razzolini, vicesindaco di Valdobbiadene e candidato al consiglio regionale tra le fila di Fratelli d’Italia, raccoglie e rilancia l’appello dei commercianti e del settore dell’accoglienza, piegati dai mesi di chiusura dell’aeroporto Canova.

“Parliamo di uno scalo che nel 2019 ha contato oltre 3,5 milioni di turisti per più di 24mila voli; – sottolinea Razzolini – un’infrastruttura che, durante i periodi turistici, occupa circa 200 lavoratori stagionali, oltre ai 500 dipendenti fissi. Un aeroporto dove transita clientela business, turisti internazionali, movimenti interni: un enorme mercato il cui passaggio sul territorio è linfa vitale non solo per bar e ristoranti, ma anche per alberghi, b&b e agriturismi.

Gli effetti di questo lockdown prolungato si stanno facendo sentire: c’è chi ha già chiuso, chi vuole vendere, chi ha ridotto gli orari di lavoro.

Treviso e i trevigiani stanno pagando un prezzo altissimo, che si aggiunge a quello già sopportato durante i tre mesi di lockdown: già l’opzione di riaprire ad ottobre spaventa, l’ipotesi di dover arrivare fino alla primavera 2021 sarebbe la condanna a morte per decine di attività condotte da imprenditori che hanno combattuto contro la crisi economica prima e contro questa epidemia ora, non solo nelle vicinanze dell’aeroporto, ma gli effetti potrebbero farsi sentire a lungo raggio.

Dobbiamo fare di tutto per far tornare voli e persone al Canova, per i lavoratori e per tutti i trevigiani”.

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